Ivan Lombardi (08.02.2016 21:28)
A via Diodato Lioy, quel budello collaterale di via Toledo che ne reseca l'intestino e lo insacca e lo precipita sul dirupato ventre di piazza Monteoliveto, in un peraltro ampio e non damascato terraneo (nondimeno incorniciato da sgargianti e pittoreschi murales), la bella, setosa e pure un po' "morbida e afghana" Dody tesse e ritesse in verticale le pareti della galleria Kromia. Superba, ella trama, allestisce e ordisce su un invisibile telaio. Adorna quei muri manco fossero arazzi: ci inanella, ci cuce e ci espone una dopo l'altra le "sue" foto. Tangibile effetto di sarcitura con ricamo, sull'intonaco emerge un "plot"... una maestosa "Imago lucis opera expressa", le cui firme sono un flusso ininterrotto e continuo, sempre in divenire. Ma in pianta stabile ci sono comunque quelle di Mario Laporta, Roberta Basile, Fabio Orsi, Gigi Viglione
Una volta varcata la soglia, dai muri avanzerà sovrano un libero sortilegio di sguardi, e i vostri occhi potranno finalmente pascersi d'illusioni. Se però vi prende l'uzzolo di soddisfare un desiderio o di chiedere un consiglio, con sapiente indolenza Madame Kromia vi farà il suo "expertise". Ella è infatti in grado di fiutare l'aria e d'intercettare le domande come fossero bolle di sapone. Poi con accidia ci soffia: e le affloscia o le sospinge, a seconda del loro grado di evanescenza. In ogni modo, accarezzerà il vostro disagio e lo renderà più consapevole, senza mai vezzeggiarlo.
Sia quel che sia, fateci un salto! Nella più proverbiale delle ipotesi, farete "uocchie chine e mane vacante".